ملحمةُ التوائِمِ اللازورديَّة / The Epic of the Azure Twins / L’épopée azur des gémeau / L’epopea dei gemelli azzurri di MUNIR

Posted on 28 مايو 2010 بواسطة



أمس في الساعة 10:48 مساءً‏
L’epopea dei gemelli azzurri /L’épopée azur des gémeau /ملحمةُ التوائِمِ
اللازورديَّة/ The Epic of the Azure Twins di MUNIR MEZYED

L’epopea
dei gemelli azzurri.

Munir • • MEZYED
Traduzione di Mario
Rigli

In principio,

La notte e la ferocia erano
impigliate

Nel cordone ombelicale del cosmo,

In bilico fra
l’oscurità e la luce …

Stava soffrendo il cielo nel dolore dell’ardua
consegna,

Sanguinava stelle rotolanti diamante dopo
diamante,

Guardando fisso la terra

Additando il mare agitato che
stava aspettando

L’Annunciazione,

La nascita di cose
eterne,

I gemelli
azzurri:

Poesia,

Amore,

Sogno

E me …!

Nelle
profondità delle ansie del cuore,

Amarezza e dolore mastichiamo come
miele puro,

E lasciamo lo spirito nelle sua nuda
essenza

Sussurriamo all’acqua e al giovane pascolo,

E ascoltiamo
i sermoni di alberi ed uccelli..

Fissiamo a lungo il volto benevolo di
nostra madre

Nella speranza di riportare indietro il passato

O di
toccare i ricordi

O di volare da lei …

Ebbri, dormiamo su onde
cattive

Per carpire le idee delle sirene

In attesa che i gabbiani
per loro narrino

I nostri racconti …

Le città affondate in
barbaro fango

Non sapevano come salutarci.

Con dolore ci hanno
incoronato e come vagabondi

Come il Ghoul (1) del male ha sussurrato nei
loro cuori.

Dissero: «O straniero, niente casa per te ..!

Tu,
ragazzo azzurro

Come merce distribuisci poesie ai viaggiatori,

O
il cioccolato dei sogni ai bambini senza tetto,

Così che non si
ribelleranno un giorno…!

Attenzione che passino avanti queste
donne

Così che non si strapperanno i seni …!

Chi altri vicino a
te, ragazzo azzurro,

È andato troppo lontano nell’amore e nella passione
…!

Bevi dunque vino di dolore fino ad intossicarti,

E lascia
che chi viene con te dal cielo

Beva con te ….!

Ti avverto

Ti avverto di non aprire le finestre del sogno,

Affinché non
appaia poesia,

E nella tranquillità apparente

L’amore cominci ad
allucinarsi ….

O mio amore,

La mia tragedia è che

Le
città mi detestano e si fanno beffe di me

E dalle mie dita

acqua
trasparente del colore dei tuoi alberi

Sgorga,

Continua a
scorrere,

Chiedendo della tua terra …

Mi appoggio al friabile
muro del vento

Mentre morde la mia vita, la fredda notte …

Per
trovare conforto per la mia anima stanca, dico:

Sono il ragazzo
azzurro,

L’indovino e il santo di poesia pura …

Nuoto nel suo
mare,

E nel mare dell’amore e del sogno

Per estrarre perle quante
ne desidero ….

Non chiedo il vostro perdono

Né le vostre
offerte,

Non mi aspetto che nessuno di voi mi veda…

Che mi veda
la mia voce è abbastanza,

Come quella luna che appare attraverso le mie
parole,

Passeri bianchi che cinguettano nei miei versi,

E questo
angelo, l’angolo dei poveri

E dei senzatetto

Che racconta la
rugiada, abbellita dai miei pensieri,

La mia storia …

O mondo
pieno di adulterio,

La storia mia è che non ho una casa


identità,

E sono un amante

La mia terra è il mio grande amore

Viziosamente, l’hanno stuprata … ..!

Ora

Tutti i dolori
dell’universo vengono al mio cuore

Per adempiere al loro
pellegrinaggio

E tutte le api nidificano

Nel mio sangue
…!

Truffatori i cui cuori sono coperti

Da pipistrelli e
vento

E pensare che erano poeti ….

Mi hanno tradito e
lapidato

Con pietre di bugie

Solo mi hanno abbandonato con il mio
destino

Senza riparo né goccia d’acqua

Ad emigrare mi hanno
costretto in altro esilio

Più pericoloso ed aspro …!

O madre
mia,

Qui canto il mio amore grande,

La mia terra,

Mentre
Bucarest, la zingara bella,

Affascinata, mi ascolta … ..

Gelosa,
si spoglia

Mostrandomi tutte le sue attrattive,

E accende tutte le
luci della seduzione

Così che possa cantare il suo nome …!

I
suoi passeri sono silenti;

E sui pioppi

Leggono le mie
poesie,

Nella speranza di fare il nido e di cantare

Nel seno
della mia amata ….!

(1) Ghoul: Specie di Vampiro arabo e
turco, maschio o femmina; si sposta con facilità fra cielo e terra e ama
frequentare i cimiteri. L’occupazione principale dei Ghoul consiste nel battere
le campagne, far abortire le donne incinte, succhiare il sangue dei giovani,
divorare i cadaveri, urlare nel vento, aggirarsi fra i ruderi, gettare il
malocchio, provocare sventure. Il ghoul, nella cultura arabo-islamica, è una
creatura che vive nel deserto, un demone mutaforma che può assumere l’aspetto di
un animale, specialmente di iena, ma anche di un essere umano. Nel sentimento
popolare, viene accusato di dissacrare le tombe e di nutrirsi della carne dei
morti o dei bambini piccoli. Inoltre attira i viaggiatori nella vastità del
deserto per ucciderli e divorarli.

مُنيرُ
مَزيَدْ

في البدءِ

كانَ الليلُ و الطيشُ عالقَينِ

على
الحبلِ السُريِّ للكونِ

يتأرجحَانِ بين الظُلمةِ و الضياءِ …

كانتِ
السماءُ تُكابِدُ آلامَ مَخاضٍ عسيرٍ

تنـزِفُ نُجوماً

تتدحرَجُ ماسةً
تِلوَ ماسةٍ

تُحدِّقُ في الأرضِ

تُشيرُ إلى بَحرٍ قلِقٍ
..

ينتظرُ البِشارةَ

ميلادَ الأشياءِ الخالدةْ

التوائمُ
اللازورديَّةُ

الشِعرُ و أنا..

الحبُّ و الحُلمُ.. .

في
أعماقِ القلبِ المُشتاقِ

نمضَغُ المرارةَ و الألـمَ عَسَلاً
مُصَفّى

و نترُكُ الروحَ في جوهَرِها العاريْ

تُوَشْوِشُ للماءِ ..
للعُشبِ الرضيعِ

تُنصِتُ لتسابيحِ الطيرِ و الشجرِ….

نُحدِّقُ
طويلاً في وجهِ الأُمِّ الرؤُومِِ

عسى أن نُعيدَ الماضيَ

أو نَلمَسَ
الذكرياتِ

أو نَطيرَ إليها….

ننامُ سُكارى فوقَ الموجِ
المُشاكِسِ

لـ نغزوَ هواجِسَ جِنِّياتِ البحرِ

ينتظِرْنَ النوارسَ لـ
تقُصَّ عليهنَّ

حكايانا….

المُدنُ الغارقةُ في الوَحلِ
البربريِّ

وسْوَسَ غولُ الشرِّ في صدرِها

لا تدرِي كيفَ
تستقبِلُنا

توَّجَتْنا بالحُزنِ و التشرُّدِ….!

قالتْ : لَيْسَ لكم
وطنٌ أيُّها الغرباءُ

وأنتَ أيُّها الفتى اللازورديُّ

إيَّاكَ أنْ
توزِّعَ القصائدَ على العابرينَ

أو شوكولا الحُلمِ على أطفالِ
الشتاتِ

كي لا يُصبِحوا يوماً ثوَّاراً

و إيَّاكَ أن تَمُرَّ مِن
أمامِ تلكَ النِسوةِ

حتى لا يقطَعْنَ أثداءَهُنَّ…!

مَن غيُركَ
أيُّها الفتى اللازورديُّ

أسرَفَ على نفسِهِ بالهوى و
الغرامِ

اِشرَبْ من نبيذِ الحُزنِ حتى الثُمالةِ

و اسقِ كلَّ مَنْ
جاءَ معكَ مِنَ العَراءِ….!

و حذارِ …

حذارِ أن تفتحَ نوافذَ
الحُلمِ

لـ يُطِلَّ الشِعرُ …

و في الهُدوءِ الصافِي

يبدأُ
الحُبُّ بالهذيانِ….!

آهٍ يا حبيبتيْ

مأساتِي

مُدنٌ
نبذَتْنِي .. كَرِهَتنِي

و مِن بينِ أصابِعي

ماءٌ كريستاليٌّ
صافٍ

بِلونِ أشجارِكِ

يتدفَّقُ

لا يتوقَّفُ عن
الجريانِ

يتساءَلُ عن ترابِكِ…

أتَّكِئُ على جِدارِ ريحٍ
هشٍّ

و الليلُ الباردُ يعُضًُّ خاصرَتِي

أقولُ مُواسياً نفسيْ
:

أنا الفتى اللازورديُّ

عرَّافُ و قِدِّيسُ الشِعرِ
الصافِي

أعُومُ في بحرِهِ

وفي بحرِ الحُبِّ و الحُلمِ

أغرِفُ
ما أشاءُ من اللآلئِ

يا سادةَ القهرِ

أنا لا أنتظِرُ
مغفرتَكُمْ

عطاياكمْ

و لا أتوقَّعُ مِن أحدٍ أن يرانيَ

يكفيْ أنْ يرانيَ صوتيْ

ذاك القمرُ الذي يُطلُّ

بين
كلماتي

و تلكَ العصافيرُ البيضاءُ تزقزِقُ

في قصائِدي

و ذاكَ
البهاءُ ، بهاءُ الفقراءِ

بهاءُ المشرَّدِينَ

يقُصُّ على الندى
المطرَّزِ بأفكاري

قضيَّتِي ….

و قضيَّتِي أيُّها العالَمُ
المُشبَعُ بالزنا

أنا بِلا وطنٍ أو هُويَّةْ

عاشِقٌ

و حُبِّي
العظيمُ .. أرضيْ

اغتُصِبَتْ

و الآنَ

كلُّ أحزانِ الكونِ
تَحُجُّ إلى قلبي

تُعشعِشُ خلايا النحلِ في دمِيْ….

حسدُ أفَّاقينَ
تُغطِّي قلوبَهم

خفافيشٌ و رِيحٌ

ظنُّوا أنَّهم
شُعراءُ

خانونيْ

رجمُونِي بحجارةِ الكذِبِ

و تركُونِي وحيداً
مع قَدرِي

مُثخَناً بالجِراحِ

بلا مأوىً ولا قطرةِ
ماءٍ

لأرحَلَ لشتاتٍ آخرَ

أكثَرَ افتراساً و مرارةً
….

أُمَّاهُ .. ها أنا ذا أُغنِّي حُبِّيَ
العظيمَ

أرضِي..

و بوخارستْ ..الغجريةُ العاشِقةُ

تستمِعُ
مسحورةً

تشعُر بالغَيرةِ …تتعرَّى

تُظهِرُ لي كلَّ
مفاتِنِها

تُشعِلُ قناديلَ الغِوايةِ لـ أُغنِّي
اسمَها….

عصافيرُها صامتةٌ

وعلى أشجارِ الحَوَرِ تَقْرأُ
قصائدِيْ

تودُّ لو تُعشِّشُ وتُغرَّدُ

في أحضانِ حبيبتيْ.. ..

The Epic of the Azure Twins

•MUNIR
MEZYED•

In the beginning,

Night and wildness were caught
in

The umbilical cord of the universe,

Wavering between darkness
and light…

The sky was suffering from the pain of hard
delivery,

Bleeding stars rolling diamond after diamond,

Gazing at
the earth

Pointing at the restless sea that was waiting

The
Annunciation,

The birth of the eternal things,

The azure
twins:

Poesy,

Love,

Dream

And I…!

In the
depth of the anxious heart,

We chew bitterness and pain like pure
honey,

And let the spirit in its nude essence

Whisper to the water
and to the infant pasture,

And listen to the sermons of birds and
trees.

We gaze too long at the face of our benevolent
mother

Hoping to bring back the past

Or touch the
memories

Or fly to her…

Drunk, we sleep over the naughty
waves

In order to invade the notions of the mermaids

Who are
waiting the sea Gulls to narrate for them

Our tales…

The cities
that sunken in the barbarian mud

Did not know how to greet
us.

They crowned us with sorrow and homelessness

As the Ghoul of
evil whispered into their hearts.

They said: O strangers, no home for
you..!

You, azury boy,

Be ware of distributing poems to the
travelers,

Or the chocolate of dreams to the homelessness
children,

So that they will not be rebels one day…!

Beware of
passing before these women

So that they will not tear their
breasts…!

Who else beside you, azury boy,

Went too far in love and
fondness…!

Thus, drink the wine of sorrow till intoxication,

And
let every one who comes with you from heaven

Drink with you….!

I
warn you…

I warn you not to open the windows of the dream,

Lest
poesy appears,

And in the apparent tranquility

Love begins to
hallucinate….

O my love,

My tragedy is that

Cities scoff
and loathe me

And from my fingers

Transparent water with the color
of your trees

Gushes,

Keep on flowing,

Asking about your
soil…

I lean on fragile wall of the wind

While the cold night is
biting my waist….

I say in order to comfort my weary soul:

I am
the azury boy,

The soothsayer and the saint of Pure Poetry…

I swim
in its sea,

And in the sea of love and dream

To spoon out pearls
as much as I desire….

Thus I do not ask for your forgiveness

And
your offerings,

Nor do I expect from any one of you to see
me…

It is enough for me that my voice sees me,

As well as that
moon appears through my words,

The white sparrows that chirp in my
verses,

And that angel, the angle of the poor

And the
homelessness

Who narrates to the dews, embellished with my
thoughts,

My story…

O world replete with adultery,

My story
is that I have no home

Or identity,

And I am a lover

While
my great love is my land……

Viciously, they raped
her…..!

Now

All the sorrows of the universe come to my
heart

To perform their pilgrimage

And all the cells of bees come
to nest

In my blood…!

Swindlers whose hearts are covered

By
bats and wind

Think that they were poets….

They betrayed and
stoned me

With the stones of lies

And left me alone with my
fate

Without shelter or drop of water

Forcing me to emigrate to
another exile

More vicious and sour…!

O My Mom,
Here I am
singing my great love,

My land,

While Bucharest, the gypsy
belle,

Enthralled, is listening to me…..

Feeling jealous, she
undresses herself

To show me all her attractions,

And lights up
all the lamps of seduction

So that I may sing her name…!

Her
sparrows are silent;

And on the poplar trees

They read my
poems,

Hoping to nest and sing

In my beloved’s
bosom….!

………………………………………………………….

L’épopée azur des
gémeau

•MUNIR MEZYED•

Au début

La nuit et la
terre se suspendaient

Au cordon ombilical du monde

Ils basculaient
entre lumières et ténèbres

Le ciel,endurait les douleurs de
l’accouchement
,
Il saignait d’astres,

Qui roulaient diamant après
l’autre !

Sur la terre, elles braquaient le regard

Désignant les
tourmentes d’une mer

Qui attendait de bon augure:

La naissance des
choses éternelles:

les gémeaux d’azur, autrement dit: moi et la
poésie!

le rêve et l’amour !

Au fond du cœur nostalgique

On
filtre, en miel, l’amer et la douleur

Laissant l’âme dans sa nudité
pure

Chuchotant aux herbes et aux eaux

Écoutant les psalmodies des
arbres et des oiseaux

Regardant le visage de la mère
tendre

Espérant, du passé, son retour

Ayant la nostalgie des
souvenirs

Songeant à un envol vers eux

…à dormir saouls, sur les
vagues rebelles

Pour conquérir les obsessions des sirènes

Celles
qui attendent les flamants roses

Pour avoir de nos
histoires

Les villes, noyées dans la boue barbare

Influencée
par la méchanceté et son ogre

Ne savaient pas comment nous
accueillir

Et donc, elles nous a couronné d’errance et de
douleurs!

elles disaient:

Vous n’avez pas de patrie, vous les
étrangers

Et vous, enfant d’azur

Ne divulguez pas vos poèmes aux
passants

Ni le chocolat aux enfants sans pays

Pour qu’ils ne
deviennent pas des fleurs

Ni des rebelles-martyres

Et ne passez
pas devant ces femmes

Pour qu’elles ne s’amputent de leurs seins
!!!

Qui hormis vous, enfant d’azur

Se perd dans la passion et
l’amour

Buvez donc, jusqu’à la lie, le vin de la douleur…!

Et
faites boire, ceux qui viennent avec vous du plein air

…Et
attention:

N’ouvrez vers le rêves, aucune fenêtre

Pour ne laisser
passer les poèmes…

Dans le calme absolu

Pousse l’amour dans le
délire.

Oh mon amour !

Mon drame, mon désastre

Des villes
m’ont rejeté, haï…

Et d’entre mes doigts

Une eau cristalline,
pure

Aux couleurs de tes arbres

Coulait sans s’arrêter

Se
posant des questions sur ta terre

Je m’appuie sur le mur du vent
fragile

La nuit, froide, me mordillait

Je me disais, pour
m’apaiser:

je suis l’enfant d’azur

Prémonitoire et saint de la
poésie saine

Dans sa mer je vogue

Et dans celle de l’amour et du
rêve

Je puise les diamants à mon gré !!!

Vous seigneur de
l’affliction

Je n’attend pas vos absolutions

Ni vos dons

Et
je ne m’attends pas à votre estimation

Ma voix suffit à me donner des
rayons

Je me suffit de

La lune qui se penche d’entre mes
mots

Et des oiseaux qui chantent en mes vers

Et, cette beauté des
pauvres

Cette grâce des errants

Raconte, à la rosée brodées de mes
pensées: ma cause!
….
Ma cause, c’est:toi monde imbibé de
fornication!

Je suis sans patrie, sans identité

Je suis
passionné

Et ma grande passion est ma terre violée

Et là,
toute la tristesse du monde

Dans mon cœur, fait son
pèlerinage
….
Se mettant en essaime dans mon sang.

La jalousie
des aventuriers, leurs couvre les cœurs

Ils ne sont que des chauvesouris
et du vent

Se croyants poètes

Ils m’ont trahit

M’ont
lapider de mensonge

Et, seul face à mon destin, m’ont
laisser

Écroulé sous les plaies

sans abri, sans goutte
d’eau

Pour m’envoyer vers d’autres dispersions

Plus féroces, plus
amères

Oh maman, je chante mon grand amour

Ma terre…

Et
Bucarest, la gitane amoureuse

M’écoute, fascinée

Jalouse, se
dénude pour me séduire

Elle allume les lampadaires de la séductions pour
que je chante son nom …

Ses oiseaux se taisent

Sur les
peupliers, lisent mes poèmes

Désirant nicher et chanter dans les bras de
ma bien aimée…

TRADUCTIONS:Aziza Rahmouni